Loretta Liberati, poetessa romana nota in molti reading che arricchiscono le iniziative culturali della capitale, con la silloge Ti chiederò un passaggio (Edizioni Ensemble), offre una poesia che alterna toni intensi e suadenti, in linea con il suo precedente lavoro Vivremo tutto il resto del 2023.

Nel titolo affida il suo viaggio a un tu, simbolo di fiducia e condivisione. La copertina mostra Roma, punto di partenza e luogo amato dall’autrice, il cui legame emerge nelle poesie finali con tocchi di romanesco.
L’opera esplora temi attuali, riflettendo la complessità e le tensioni della società moderna, dall’evoluzione antropologica ed ecologica al disorientamento culturale.
Liberati invita alla riflessione, alla cura e al rispetto per evitare violenza e inciviltà.
Centrale è il richiamo a transitare come esseri umani, riscoprire il “noi” al di là dell’individualismo, unendo forze per il cambiamento sociale.
Una sottile malinconia persistei nei suoi versi, la felicità è legata agli squilibri del mondo tra desideri e realtà e contrasti, con la ricerca di un infinito circoscritto mentre ci si allontana dalla fede tradizionale. La poesia trova miracoli nel quotidiano e regala attimi che sfiorano una “grazia momentanea”, offrendo uno spazio per la speranza.
Nella sezione iniziale del libro Senza riscatto, il sentimento dominante è quello di una perdita totale, con versi intrisi di sfiducia che sfociano talvolta in dolore e ribellione. Un cambiamento di approccio si avverte nella seconda sezione, Trascurabile incanto, dove iniziano a farsi spazio spiragli di positività, già accennati in Vociurbane – pur permeata dalla sensazione di solitudine nella moltitudine – e che culminano nella sezione finale, composta da un’unica poesia, I petali. Quest’ultima si chiude con il verso che intitola l’intera raccolta: Ti chiederò un passaggio. Il libro, raffinato anche nella presentazione grafica é arricchito da una profonda e dettagliata introduzione curata da Edoardo Piazza, comprende 49 poesie e 12 haiku. Questi ultimi, collocati al termine dei primi tre capitoli dedicati ai petali di ciliegio (1, 2 e 3), riflettono la passione dell’autrice per la cultura giapponese, un interesse che condivide con la figlia Carlotta, residente a Tokyo. In apertura del secondo capitolo troviamo un haiku del Maestro Basho, tradotto in italiano e riportato anche in lingua originale. Questa scelta sottolinea il ruolo dell’haiku, una forma poetica che richiede fedeltà a rigorose regole ispirate alla natura, come ponte letterario tra le diverse parti del libro. I “petali” rappresentano il filo conduttore dell’opera: nella loro essenzialità e intensità racchiudono il senso del viaggio poetico proposto dall’autrice, un percorso alla ricerca di bellezza e verità formale lascia nel lettore una sensazione di speranza. La poesia si conferma ancora una volta come veicolo di resilienza e strumento capace di ispirare un desiderio di adattamento e risoluzione.
Giovanni Lauricella
Da segnalare le ottime recensioni di Maurizio Mazzurco e Luciana Raggi su Forma Fluenz
Loretta Liberati su Facebook , pubblicato su Edizioni Ensemble
Loretta Liberati vive a Roma.
Ha viaggiato molto per lavoro occupandosi di pubblicità, redazionali e cataloghi turistici.
Ha scritto poesia da sempre ma solo recentemente è riuscita a unire la propria voce a quella
dei poeti in una dimensione collettiva che le si addice particolarmente.
Ha pubblicato la sua prima opera Vivremo tutto il resto con la prefazione di Luciana Raggi
(Edizioni Ensemble 2023), Ti chiederò un passaggio con la prefazione di Edoardo Piazza
(Edizioni Ensemble 2025), ha partecipato a varie raccolte poetiche: La nave di Amleto
(Edizioni Progetto Cultura 2023), Sotto lo stesso cielo ( Edizioni Nemapresse 2023), Raduno
poetico esponenziale (Edizioni Ensemble 2024) Insieme sotto lo stesso cielo ( Edizioni
Nemapresse 2024), Pace non trovo (Edizioni Lithos 2025) e ad altri lavori collettivi.
Partecipa ai social reading e ad eventi di promozione culturale.
