La 61 Biennale d’arte di Venezia 2026, il subbuglio dei leoni.

Subbuglio da leoni? Forse no.

Procedendo a fatica e con molte difficoltà, si porta avanti una Biennale che forse sarebbe stato più prudente sospendere fin dall’inizio. In questi giorni, numerosi padiglioni restano chiusi in segno di solidarietà con la Palestina, aggiungendosi a una scia di piccole manifestazioni di dissenso e opposizione che si moltiplicano ovunque. Artisti e pubblico protestano, tentando di affrontare i mali del mondo attraverso un’infinita serie di iniziative di denuncia e condanna. Insomma, questa edizione sembra essersi trasformata nella Biennale del caos. A mio avviso, la manifestazione è stata sabotata; non raccontiamoci che in altre occasioni il mondo sia stato migliore tutto rose e fiori, ma la situazione attuale sembra superare ogni limite. Un evento così significativo è deragliato verso esagerazioni e comportamenti scomposti, che poco o nulla hanno a che vedere con la cultura o l’arte. E mentre ci si esibisce in pose da leoni solo su sé stessi, ci si chiede come si potrà mai assegnare i premi: a chi darli, se in mezzo a questo disordine non emerge più alcuna vera espressione artistica?

Giovanni Lauricella

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